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In rilievo

Ricette strappate ad orchi, poveri e fate diventano un libro. Di cucina. E non solo

 

Frittelle, zuppe, pentoloni che bollono sul fuoco e briciole di pane, mele stregate o zuppe di sasso …..quante volte abbiamo trovato il cibo nelle fiabe. A volerle seguire tutte ne esce un percorso culinario d’altri tempi. Ed è quello che hanno fatto Elissa Piccinini e Camillo Bacchini, entrambi professori di letteratura ma anche eruditi di antropologia in un libro che si intitola “Le più gustose (e originali) ricette delle fiabe popolari”, Elliot editore ( euro 17,50). Non solo le ricette ricostruite dagli autori sono replicabili, ma attraverso di esse c’è una ricostruzione del valore del cibo, attraverso le fiabe.

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Questo libro non è solo un ricettario, perché i diversi capitoli sono introdotti da un breve excursus. È un sentiero nel bosco, un filo nel labirinto, una pista di briciole di pane che vi faranno ripercorrere il magico mondo che avete conosciuto e – magari – che avete di voglia di ritrovare, da soli o con i vostri bimbi. Perché al di là dell’elemento favolistico svetta la realtà, la vita, la storia dei popoli, che è in primis storia di nutrimento e dell’anelito allo stesso, tant’è vero che il desiderio di disporre di cibo in abbondanza trova riscontro nel mito del paese di Cuccagna, nato in tempi in cui, per i popoli, un buon pranzo era più un sogno che un’abitudine.

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Se volete provare, l’unica ricetta sconsigliata è quella della fiaba popolare francese, pubblicata da Babalibri, ovvero la zuppa di sasso: un sasso messo a bollire con sedano, rape, patate e cipolle, ve ne andrete via, ora che è inverno, come il lupo, infreddoliti e a pancia vuota.