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Bambino

Una mamma pubblica una foto della figlia con un piercing: il web insorge. Ma non è come sembra: dietro c’è un motivo davvero nobile

 

Un caso che ha fatto molto discutere sul web, ma che non è come sembra. Protagonista una mamma, che decide di pubblicare una foto della sua bimba di qualche mese con un piercing sulla guancia. La descrizione risulta molto forte, poiché chiede se non è bellissima, specificando che la figlia è sua, che lei ne è il genitore, e che fino a quando non avrà 18 anni è libera di farle ciò che desidera. Il commento della madre èironico, ma molti utenti non hanno colto il vero messaggio che questa donna voleva mandare. Gli insulti che sono piovuti sotto alla foto sono davvero molteplici e anche molto aggressivi (alcuni le hanno augurato anche la morte). Una mamma ha volutamente messo in rete un’immagine provocatoria per attirare l’attenzione degli utenti su quello che i genitori fanno ai propri figli, comprese pratiche come la circoncisione. “Ho fatto un piercing sulla guancia a mia figlia. (Continua dopo la foto)

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Non è carino? So che lo amerà e mi ringrazierà quando sarà più grande – ha scritto Enedina Vance, dall’Ohio, su Facebook -. Se deciderà che non le piace, potrà sempre toglierlo, non è un problema. Io sono la madre, lei è la mia bambina e io farò tutto quello che voglio. L’ho creata io, è mia”. Dopo le polemiche si è trovata costretta a spiegare la sua accusa ironica. La foto è ovviamente un fake: non ha fatto alcun piercing alla figlia ma è stata modificata, e la sua accusa era mirata alla circoncisione. Secondo la donna, infatti, la circoncisione è quella che considera una forma di vera violenza ma di cui non si parla mai come tale. (Continua dopo le foto)

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Ovviamente, il post è stato pubblicato anche per tutte quelle violenze fatte proprio con piercing e buchi alle orecchie. Alla fine della didascalia la donna del resto aveva inserito l’hashtag #sarcasm, che suggerisce come tutto il post debba essere letto in chiave diversa. L’obiettivo di Vance era quello di scioccare gli utenti e di scatenare una reazione, per poi rivelare il suo vero intento, quello di accendere i riflettori su una questione spesso poco trattata: il diritto dei genitori di alterare i corpi dei propri bambini.