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Storie di vita

Un mistero irrisolto da troppo tempo. A 2 anni sapeva leggere e scrivere. Da piccolo già raccontava di civiltà aliene: “Ecco chi ero nella mia vita precedente”. Oggi questo bambino ha 20 anni

 

“Boriska ha affermato più volte di aver vissuto la sua vita precedente su Marte, un pianeta distrutto da una catastrofe nucleare accaduta nel passato. Diceva che i Marziani sono alti più di due metri e che vivono ancora sottoterra nel pianeta rosso e che riescono a vivere respirando diossido di carbonio. Secondo Boriska, essi sono immortali e smettono di invecchiare a 35 anni. Sono anche tecnologicamente avanzati e capaci di intraprendere viaggi interstellari”. Così riporta il Daily Mail. A pochi mesi di vita aveva già iniziato a parlare, a due anni sapeva leggere e scrivere, a scuola meravigliava tutti con la sua conoscenza dell’universo. Boriska Kipriyanovich, russo, di Volgograd, oggi ha 20 anni, ma da tempo fa parlare di sé per il mito creato intorno alla sua persona. A parlare per prima della sua storia è stata la mamma,di professione medico, che già nel 2002 ha raccontato i primi dettagli sulle capacità del bambino agli autori del giornale russo Pravda: a poche settimane di vita il figlio riusciva già a tenere la testa sollevata, aveva imparato a parlare a neanche due anni, spesso faceva sfoggio di nozioni che nessuno gli aveva mai insegnato e raccontava di civiltà aliene come se fosse stato un abitante delle stesse. (Continua dopo la foto)

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Il giovane, con le sue testimonianze dirette, ha aumentato il mito intorno a sé, affermando che nella sua vita precedente era solito fare delle spedizioni di ricerca sulla Terra e che gli umani hanno ancora tanto da imparare, in particolare sulla civiltà egizia, la quale nasconderebbe dei segreti. Sulla sua figura le opinioni sono discordanti. Alcuni ritengono le sue teorie come frutto di immaginazione e di suggestioni fantascientifiche. (Continua dopo le foto)

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Il Daily Mail ricorda come Boriska sia stato inserito da piccolo nella cosiddetta categoria dei “bambini indaco”, un concetto pseudoscientifico, nato nell’ambito della cultura New Age, con cui si indica una generazione di bambini che sarebbero dotati di tratti e capacità speciali o soprannaturali non sono riconosciute a livello scientifico o empirico. Secondo altre ricerche le caratteristiche presentate da questi bambini sembrano rimandare a patologie infantili, come ad esempio la sindrome da deficit di attenzione e iperattività. La diffusione del mito avrebbe avuto l’effetto in molti casi di ritardare la diagnosi e il trattamento di malattie mentali anche gravi.