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Storie di vita

Un cuore grande così! Talia ha 16 mesi e una malattia che rischia di non farle spegnere la seconda candelina. Finché una mattina nella sua vita arriva una babysitter di 22 anni

 

“L’ho fatto per Talia che non è ancora in grado di chiedere aiuto, ma da parte mia non si è trattato di un sacrificio ma semplicemente di un gesto spontaneo che le ha salvato la vita. Quando Kiersten Miles, nell’estate del 2016, decise di fare la babysitter di una bambina di sedici mesi, di nome Talia, non immaginava che sarebbe rimasta legata a lei per tutta la vita. La 22enne lavorava per la famiglia Rosko di Jackson, in New Jersey, da tre settimane. Tutto il giorno si prendeva cura di Talia e degli altri due figli maschi della coppia, George e Farra Rosko. Ma ciò che l’aveva colpita era la condizione di salute precaria della bambina, affetta da una grave malattia del fegato. La piccola rischiava di morire: se non fosse stata sottoposta a un trapianto di fegato, non avrebbe superato il secondo compleanno. Il tempo per salvarle la vita si assottigliava ogni giorno e trovare un donatore compatibile non era affatto facile. La bimba peggiorava di giorno in giorno: il bianco intorno all’iride aveva assunto un colore grigiastro e la sua pelle si era ingiallita. Tutto per la grave patologia al fegato scoperta quando la bambina aveva appena nove settimane di vita. (Continua dopo la foto)

bimbadentroLa ragazza di 22 anni ha preso la sua decisione e si è sottoposta al test di compatibilità per il trapianto: la risposta ha dato esito positivo. La procedura è stata lunga, ma l’11 gennaio 2017, è finalmente giunto il momento. Kiersten è stata operata e i medici hanno rimosso parte del suo fegato, poi sono entrati subito nella sala operatoria adiacente dove la piccola Talia era in attesa. In totale, l’operazione è durata 14 ore. (Continua dopo le foto)

bimbadentro1 bimbadentro2“Non immaginavo dove potesse arrivare il suo altruismo”, ha raccontato George Rosko. “Ho avuto modo di constatarlo quando ci ha detto che si sarebbe sottoposta all’operazione. Per noi, lei è stata un dono inestimabile, un angelo, che ha salvato la vita di nostra figlia”. La madre della bambina ha precisato che ora la bambina, dopo l’intervento e il trapianto, ha diminuito la quantità di farmaci necessari per tenerla in vita, anche se dovrà assumere medicinali anti rigetto per il resto della sua vita.