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Telefono azzurro in mille piazze il 18 e il 19 novembre con la casetta di luce: minori sempre più abusati

 

Telefono Azzurro in 30 anni di ascolto e di intervento ha aiutato più di 72.000 bambini e adolescenti. Il Bilancio Sociale sottolinea i progressi di un’associazione che si interroga su come il tempo in cui viviamo imponga di dare ai più giovani risposte nuove e adeguate alle loro esigenze, all’affermazione dei loro diritti e del loro benessere. Con questo spirito Telefono Azzurro il prossimo 18 e 19 novembre scenderà in piazza in tutta Italia con Accendi l’Azzurro. Di che si tratta? Lo spiega il Messaggero: una campagna di sensibilizzazione contro gli abusi sui bambini, in occasione della Giornata Internazionale per i diritti dell’infanzia del 20 novembre. Simbolo dell’iniziativa una Casetta di Luce, protagonista della mobilitazione generale in oltre 1000 piazze italiane. La casetta di luce è stata scelta come il simbolo di ascolto, di calore e di aiuto a ogni bambino cui è stato spento il sorriso al fine di tenere viva l’azione di Telefono Azzurro. Un’associazione che è punto di riferimento dei bambini, tramite la linea gratuita d’ascolto 1.96.96, il servizio 114 – emergenza infanzia, il 116.000 (Minori scomparsi), la chat su azzurro.it, ma anche nelle scuole come nelle zone terremotate, nelle carceri e laddove ci sia bisogno di ascolto. (Continua dopo la foto)

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“Siamo vicini come se fosse il primo giorno a tutti i bambini vittime di violenza – dice il professor Ernesto Caffo – Presidente e Fondatore dell’associazione – . L’anno trascorso ci ha visto impegnati su più fronti. Sulle aree terremotate ad esempio e nei confronti del bullismo tramite i laboratori didattici per la formazione a distanza. Dal 1987 fino ad oggi, il nostro obiettivo è sempre stato quello di dare un aiuto immediato e concreto, fatto di ascolto, intervento e supporto psicologico, a tutti quei bambini che, nel silenzio, subiscono abusi e violenze”. (Continua dopo le foto)

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Il bilancio sociale 2016 di Telefono Azzurro ne testimonia il dramma. Il documento redatto dall’Associazione, in collaborazione con la società Un-Guru, conferma da un lato il capillare lavoro di volontari e professionisti, dall’altro la necessità di rimanere vigili su temi sensibili a bambini e adolescenti, attraverso l’ascolto, quale primo fondamentale passo per comprendere ed aiutare concretamente.