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Poca attenzione alla vista dei bambini e i pediatri lanciano l’allarme: nei prossimi anni +25% di problemi oculistici

 

Nei prossimi anni negli Stati Uniti si prevede l’incremento del 25% di bambini in età prescolare con problemi alla vista, per lo più con difetti refrattivi come miopia, ipermetropia e astigmatismo non corretti per tempo. L’allarme arriva da un gruppo di ricercatori dell’Università della California di Los Angeles che hanno pubblicato uno studio su Jama Ophthalmology. Non intercettare in tempo problemi alla vista dei bambini sarà di fatto un costo sociale notevole per problemi (spesso risolvibili in tenera età) che nasceranno in futuro. E in Italia come è la situazione? Il problema esiste anche nel nostro Paese perché abbiamo sempre meno possibilità di effettuare gli screening e sempre più persone disagiate dal punto di vista economico, a partire dalla popolazione immigrata. L’assenza di programmi di screening ben organizzati comporterà la perdita di alcuni bambini dalle indagini preliminari.

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I primi controlli andrebbero fatti intorno al primo anno di età e poi prima dell’ingresso a scuola, intorno ai 6 anni. Già all’asilo nido dovremmo avere possibilità di esami oculistici; ai tre anni ci vuole una visita filtro; dobbiamo formare sempre di più i pediatri, grande risorsa, presenti sul territorio per poter effettuare un’attività di screening. E comunque il bambino, prima di andare a scuola, dovrebbe sempre fare una visita oculistica. Il bilancio di salute che fanno i pediatri non è uguale in tutta Italia e non tutti i pediatri sono formati per farlo: ci sono Regioni più o meno attive. Inoltre, spesso per mancanza di educazione alla salute o per mancanza di tempo, non tutti i bambini vengono portati dal pediatra.

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Sono tutte criticità che andrebbero affrontare anche perché intercettare in tempo un problema oculistico porta non solo importanti benefici al bambino (un occhio pigro può guarire), ma anche un notevole risparmio futuro al sistema sanitario. Patologie più gravi come cataratta o glaucoma congeniti vanno operati subito per ottenere buoni risultati: ma se non identificati per tempo il bambino ne soffrirà per sempre.