Mamme, non vi scoraggiate! Allattamento doloroso, cause e soluzioni per combatterlo

 

Un attacco non corretto del piccolo alla mammella, oppure particolari predisposizioni anatomiche, infezioni, o addirittura un forte stress della mamma possono portare a ragadi, ingorghi, mastiti, ma anche candida o vasospasmo. Sono tutte condizioni responsabili di dolore al seno, talvolta così forte da risultare insopportabile e scoraggiare anche le mamme più motivate all’allattamento. Ragadi, ingorghi e mastiti si verificano in genere nelle prime settimane di allattamento, mentre candida e vasospasmo possono verificarsi anche a distanza di mesi o addirittura di anni, per le donne che allattano in modo prolungato. Se nelle prime settimane di allattamento compare uno strano dolore al seno e ai capezzoli, non bisogna lasciarsi vincere dall’ansia, rinunciando alle poppate; va invece ricercato l’origine del problema per affrontarlo di conseguenza. All’inizio dell’allattamento c’è dolore al seno, che appare gonfio, e la pelle intorno ai capezzoli è tesa? Può essere colpa dell’ingorgo mammario, un disturbo che può verificarsi se si saltano alcune poppate, ma anche se il piccolo assume posizioni errate durante la suzione. (Continua dopo la foto)

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In questo caso, oltre al dolore, si verificano anche difficoltà nell’allattamento perché la fuoriuscita del latte, complice l’eccessiva tensione dei dotti galattofori, è più faticosa. Per evitare che l’ingorgo degeneri in mastite, si consiglia di effettuare impacchi caldi sul seno, soprattutto prima della poppata, per facilitare la fuoriuscita del latte e alleviare il dolore. Inoltre, per svuotare il seno molto spesso può essere necessario anche l’uso del tiralatte. (Continua dopo le foto)

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Ci sono poi le ragadi, di taglietti che si formano sul capezzolo, complice la posizione errata del piccolo durante l’allattamento o il suo eccessivo vigore. In questo caso, è utile cambiare posizione tra una poppata e l’altra, attaccare il bimbo al seno al primo accenno di fame (quando è molto affamato tende a tirare con più forza), dopo ogni poppata lavare i capezzoli con acqua tiepida (lasciandoli asciugare all’aria) ed evitare di utilizzare le coppette assorbilatte (l’umidità che creano rischia di rallentare la guarigione delle ferite). Efficaci, inoltre,  sono i prodotti specifici – unguenti e pomate – che hanno un’azione cicatrizzante e lenitiva. In caso di una micosi, cioè un’infezione provocata da funghi (spesso  responsabile è la Candida albicans, che nel piccolo provoca il mughetto) è necessario applicare localmente, sul seno e sul capezzolo, una pomata specifica prescritta dal medico.