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Natale

Ecco perché nessun bambino lo ha mai visto: la fisica spiega le ragioni per credere sempre in Babbo Natale

 

Einstein forse non avrebbe mai immaginato che la sua teoria della relatività sarebbe servita a spiegare come Babbo Natale riesca a consegnare in una sola notte regali ai 700 milioni di bambini sparsi per il mondo, calarsi nel camino e arrivare senza farsi sentire. E’ quello invece che ha fatto una fisica dell’università inglese dell’Exeter, Katy Sheen, che se ne è servita per dare una spiegazione ‘scientifica’ a questo ‘mistero’ natalizio. Da utilizzare con tutti i bambini che non riescono a spiegarsi questo mistero e suppongono che siano mamma e papà. Da oggi invece abbiamo una spiegazione scientifica per tirarla ancora un po’ in lungo sulla reale esistenza di Babbo Natale

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Exclusive Royalty Free Image Copyright: Dieter Spears for Inhaus Creative www.dieterspears.com Nashville Stock Photographer

Secondo la teoria di Katy Sheen, elaborata per essere presentata ai bambini al Festival della scienza del Natale, Santa Claus e le sue renne sfrecciano per il mondo ad una velocità tale – secondo la teoria della relatività – da restringersi, consentendo a Babbo Natale e al suo grosso sacco carico di doni di calarsi agilmente nel camino. Sheen ha calcolato che Santa Claus e le sue renne devono viaggiare a circa 10 milioni di chilometri l’ora per consegnare i regali a tutti i bambini la notte di Natale nell’arco di 31 ore (se si considerano i diversi orari di tutti i paesi del mondo). Quindi 200.000 volte più rapidi dell’atleta giamaicano Usain Bolt, l’uomo più veloce del pianeta. Ecco perché Babbo Natale non viene mai visto mentre consegna i regali. E sempre la teoria della relatività, che rallenta lo scorrere del tempo sugli orologi, spiega perchè Babbo Natale non sembra invecchiare mai.

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L’effetto doppler, che fa sentire più forte il suono di una sirena quando si avvicina e più basso quando si allontana, spiega invece perché nessuno riesca mai a sentirlo arrivare. Il suono delle campane della sua slitta e il suo famoso ‘ho, ho, ho’ diventano più forte per poi attutirsi, perché si muove oltre la soglia dell’udito umano. Se dovesse quindi capitare di sentire un ‘bang’ nella notte di Natale, conclude Sheen, sarebbe perché le renne avrebbero infranto la velocità del suono, producendo un ‘boom sonico’.