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Storie di vita

Conoscete Caterina, la figlia adottiva di Simona Ventura? Dopo aver dato alla luce Niccolò e Giacomo, nati dalla relazione con Stefano Bettarini, la conduttrice ha lottato anni per averla

 

“Caterina è un amore, abbiamo un rapporto strettissimo. È tenera e piena di attenzioni verso di me e i suoi fratelli, Niccolò e Giacomo. Quando li guardo tutti insieme, così affiatati e protettivi l’uno nei confronti dell’altro, penso che buona parte del mio mondo si racchiuda in quell’immagine”. Nel 1998 Simona Ventura ha sposato il calciatore Stefano Bettarini dal quale ha avuto due figli, Niccolò e Giacomo. In seguito a Simona Ventura è stata affidata anche una bambina, Caterina, che nel 2014 ha definitivamente adottato. Ed è proprio di lei che in questa intervista al settimanale Gente parla con tanto affetto. “È una mia parente e mi è sembrato naturale tendere la mano e dire che me ne sarei occupata io” – diceva tempo fa la Ventura, raccontando la storia di Caterina – Era il 2006 e le mie giornate erano scandite da ritmi tostissimi. Lavoravo sempre, mi ero separata e avevo due figli da tirare su. La vita mi sembrava già così piena. Sbagliavo. Solo oggi, quando siamo tutti insieme, è veramente completa. Caterina è un dono, una sorpresa della vita“. E ancora: “All’inizio mi è stata data in affido per due anni, poi per altri due sempre sottoponendomi a continui controlli da parte degli assistenti sociali. Poi c’è stato l’affido a tempo indeterminato“. (Continua dopo la foto)

caterinadentroLa Ventura, però, non contenta di quest’ultima soluzione, ha fatto di tutto per portare a termine con successo l’adozione vera e propria: “Non era solo aggiungere il mio cognome al suo ma tutelarla da un punto di vista giuridico. E’ stato un percorso difficile perché ho dovuto spiegare alla famiglia naturale di Caterina che non intendevo portar via nulla a nessuno ma miravo solo al bene della bambina“. Intanto, ora è tempo di bilanci: “Più il tempo passa, più mi sento fortunata… Se ripercorro 50 anni, penso che la vita mi ha dato parecchio, anche se molto mi ha tolto”, dice la Ventura a Gente che le ha dedicato la copertina insieme al compagno Gerò Carraro e a Caterina, la bambina di dieci anni che tanto ha lotta per adottare. Reduce dal successo di Selfie, la Ventura racconta i grandi amori della sua vita, i suoi tre figli e appunto Carraro, da sei anni al suo fianco. La conduttrice parla anche di Niccolò, 18 anni, e Giacomo, 16, nati dal matrimonio con Stefano Bettarini, la cosa più bella che rimane di quell’unione alla fine così tormentata: “Sono orgogliosa del loro legame. Giacomo è sensibile, timido, con un animo artistico e una passione incredibile per il cinema e il teatro; Niccolò è più esplicito nel manifestarsi. Insieme si compensano e si completano. Quando poi si uniscono a Caterina, ti accorgi di quanta delicatezza, tenerezza i ragazzi nutrono per la principessa di casa”.

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Impossibile non parlare della relazione del suo primogenito con la fashion blogger Ginevra Lambruschi, che ha tenuto banco sui siti di gossip nelle ultime settimane: “Niccolò frequenta un’accademia di calcio fuori Londra. È un ragazzo con la testa sulle spalle. Quanto a Ginevra, non l’ho ancora conosciuta per mancanza di tempo. Non sono una mamma iperprotettiva che mette i bastoni tra le ruote: se lui è felice, lo sono anche io. Il loro è un amore nato ai tempi dei social… Non sono gelosa… Magari un pochino, ma non posso più fare la chioccia e mi piace che lui viva appieno la sua età. L’importante è che abbia un progetto per il futuro, per la sua vita di uomo”. Gerò, invece, sostiene che sia l’uomo della sua vita: “È la mia grande fortuna. Una di quelle persone che ti auguri di incontrare nella vita e poi, un giorno, all’improvviso capita. La riconosci tra tanti e, piano piano, te ne innamori di un amore pieno, maturo, fatto di condivisione, fiducia, rispetto, supporto”. E ancora: “Ha accettato il “pacchetto completo”: me e i tre ragazzi, nel rispetto del ruolo senza mai sostituirsi alla figura paterna. Non è da tutti darsi così. Lui lo fa con generosità. È la prima volta che nella vita mi appoggio a qualcuno, in passato non volevo o non ne ero capace. E mi sento bene. Tanto da pensare al futuro, persino alla vecchiaia insieme. Tra venti, trent’anni, intendo. Sia chiaro: nello spirito io mi sento un’adolescente di ritorno”. Infine, quanto a un possibile matrimonio con Gerò, l’apertura: “Prima ero categorica: no! L’ho fatto una volta nella vita e mi basta. Oggi dico che se dovesse capitare accadrebbe così, all’improvviso, senza preavviso. La sola idea della programmazione mi tormenta”.

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