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Bambino

Aveva appena 5 anni quando questo bambino è scomparso di casa. Un quarto di secolo dopo, un uomo bussa alla porta della sua famiglia: la madre, appena lo vede, scoppia in lacrime

 

Questa che stiamo per raccontare è una storia bellissima che non a caso è diventata la trama di un film. Tutto cominciò nel 1986 con un bambino indiano di cinque anni appartenente a una famiglia poverissima, Saroo, che viveva nei quartieri più disagiati di Khandwa, una città dell’India centrale, insieme alla madre e a tre fratelli dopo che suo padre se n’era andato con un’altra donna. Un giorno Saroo seguì suo fratello maggiore Guddu, di quattordici anni, che abitualmente saliva sui treni della zona in cerca di spiccioli caduti a terra. Insieme salirono su un treno per Burhanpur, città a circa due ore di distanza dalla loro abitazione, e una volta scesi, a tarda notte, Saroo si mise a riposare su una panchina della stazione. Una volta sveglio, si guardò intorno e non vide suo fratello: convinto che fosse salito sul treno fermo sui binari di fronte alla panchina, salì sul vagone, e pochi secondi dopo il mezzo si mise in movimento.
Ma suo fratello su quel treno non c’era e il convoglio arrivava a Calcutta, a circa 1.600 di chilometri di distanza da casa sua. (Continua dopo la foto)

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Giunto lì Saroo, a soli cinque anni e senza alcun’istruzione, non sapeva né il suo cognome né il nome della sua città di provenienza. Per circa tre settimane sopravvisse da solo per le vie della metropoli in cui si era ritrovato. Inoltre, il bambino parlava solo il suo dialetto hindi, mentre in città la lingua era il bengali. Solo dopo aver vagato da solo elemosinando per le strade e mangiando rifiuti, Saroo fu finalmente portato a un commissariato di polizia, che lo affidò a un orfanotrofio locale. Qui venne messo in contatto Saroo con Sue e John Brierley, una coppia australiana che si rese disponibile ad adottarlo dopo avergli inviato un album di fotografie. Il bambino crebbe in Tasmania, sentendosi accolto e benvoluto, nonché in condizioni di vita decisamente migliori di quelle in cui aveva vissuto tutta la vita. Ma crescendo, il suo desiderio di ritrovare la sua vera famiglia diventava sempre più forte. Tanti anni dopo, quando Saroo aveva ormai quasi trent’anni, iniziò a usare Google Earth per cercare casa. (Continua dopo le foto)

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Sapeva di aver vissuto da qualche parte nei pressi di Calcutta, così ha cominciato a guardare lì. Finché un giorno ha riconosciuto un ponte che portava alla stazione dove si era risvegliato senza il fratello. Saroo ha continuato la sua ricerca e, alla fine, ha trovato il nome della sua città natale, Ganesh Talai. Dopo questa lunga ricerca, Saroo è salito a bordo di un aereo e finalmente, dopo tutti questi anni, è stato in grado di arrivare davanti a casa sua. Alcune donne erano in piedi a pochi metri, poi una di loro lo ha visto, gli si è avvicinata e lo ha preso tra le braccia. Questa donna era la madre di Saroo e lei lo ha subito riconosciuto. Saroo è stato poi presentato al fratello e alla sorella, ma la tragica notizia è che un mese dopo la scomparsa di Saroo, Guddu era morto, era stato colpito da un treno la stessa notte che era scomparso Saroo. Da questa storia è nato il libro “A Long Way Home” da cui è tratta la trama del film Lion – La strada verso casa, candidato a sei premi Oscar.